La campagna “Banche complici” promossa da BDS Italia insieme alla Campagna di pressione alle banche armate” si appella al mondo cattolico per chiedere scelte in coerenza con la fede e di disinvestimento per la pace, con momenti di riflessione da novembre fino alla giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese del 29 novembre stabilita dall’ONU e poi proseguire fino a fine gennaio, passando per la Giornata Mondiale della Pace del primo gennaio 2027 che richiama l’attenzione sulla responsabilità morale dei politici e sull’esigenza di promuovere la dignità della persona umana.
La mobilitazione nonviolenta di boicottaggio e disinvestimento promossa da “Banche complici” – sostenuta dalla Campagna di pressione alle “banche armate” che vede impegnate le storiche riviste missionarie Missione Oggi, Mosaico di Pace e Nigrizia – trova nelle parole dei vescovi italiani un fondamento e un impulso decisivo: il documento della CEI invita a un “rinnovato discernimento” sulla gestione delle risorse economiche, affinché ogni scelta sia finalizzata a un’economia giusta e alla costruzione della pace.
In sintonia con questo magistero, il gruppo di lavoro “Banche complici” di BDS Italia rivolge un pressante invito a tutto il mondo cattolico – diocesi, parrocchie, comunità religiose, enti e singoli fedeli – perché compia un serio esame delle proprie scelte finanziarie e traduca in atti concreti gli insegnamenti delle “Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili” e della Nota pastorale “Educare a una pace disarmata e disarmante”.
Perchè agire ora
Secondo le analisi della campagna di BDS Italia – UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL BNP Paribas con i loro finanziamenti per decine e centinaia di milioni di euro, sono direttamente complici della colonizzazione illegale della Palestina, del regime di apartheid israeliano, dell’occupazione militare dei territori palestinesi e del genocidio e delle deportazioni in corso a Gaza e in Cisgiordania.
Le Linee Guida della CEI condannano gli investimenti in attività che alimentano conflitti e violenze. Non possiamo tacere di fronte al fatto che il nostro denaro possa finanziare crimini contro l’umanità: è una questione di coerenza evangelica e di responsabilità civile.
Un invito all’azione concreta
“Banche complici” richiama il valore profetico dell’obiezione bancaria, espressamente citata dai Vescovi, e propone ai cattolici italiani tre azioni concrete:
1. Trasferire parte della propria liquidità verso un istituto di credito meno complice e più etico.
2. Chiudere il proprio conto corrente presso le tre banche.
3. Adoperarsi per informare altri correntisti e fare pressione sulle banche perché pongano fine alla complicità con i crimini di Israele.
“Non è solo un atto di protesta, ma un gesto di costruzione della pace,” proseguono i promotori della campagna “Banche complici” di BDS Italia.
Informazioni dettagliate, adesione alla campagna a questo link